Biagio Fiore

Nato il 28 Novembre 1896 a Foggia, tenente di complemento del 95° reggimento di Fanteria, morto il 16 Giugno 1918 sul Montello per ferite riportate in combattimento, sepolto nel Sacrario di Nervesa della Battaglia

Il medagliere di Biagio ora custodito dalla famiglia.

La storia di Biagio Fiore è stata raccontata dalla pronipote Antonella Fiore nel romanzo Due fiumi, Manni editore. Il racconto inizia con la partenza di Biagio per la guerra e racconta la sua esperienza dal Carso alla morte sul Montello. I due fiumi del titolo sono l’Isonzo e il Piave.

  Sono sul treno.                                                                                 Svegliato di soprassalto dal balzo su uno scambio non bene assestato delle rotaie e dal tonfo del sedere sul sedile di legno. Cosa faccio qui?  E’ un istante quello che passa tra il sonno profondo della dimenticanza e la realtà della vita.        Sono sul treno. Giungerò ad Ancona verso le sedici. E’ arrivato anche per me il momento di essere un soldato e andare a onorare l’Italia e il suolo non ancora nostro; in questo momento realizzo che tra qualche ora vestirò altri panni e diventerò un fante del Regno. Da Foggia non siamo partiti in molti, forse una ventina, per la meta manca poco e spero di trovare subito la caserma, fare amicizia con qualcuno di cui possa fidarmi a pelle, non pensare a quello che sto per fare. Il treno asseconda la costa adriatica, è lo stesso mare del mio Gargano, è un mare di dicembre che non conosco ed è meglio fissarlo bene nella memoria perché non lo rivedrò per un po’ di tempo, lo sento. In molti dicono per pochi mesi, tanto durerà il nostro attacco agli eserciti degli Imperi Centrali che, carte alla mano, crolleranno a breve. Cadorna ne è sicuro: poche spallate e Gorizia sarà nostra.    Arrivato in stazione sul binario mi guardo intorno e noto che gli altri come me sono spaesati, valigia alla mano ci raggruppiamo e insieme procediamo verso la caserma. Uno dei ragazzi si avvicina a me. Salve, Pagani Tindaro sono” è inconfondibile l’accento siciliano “tutti però mi chiamano Dario, anche voi diretto alla Caserma Villarey?”  “Sì”, allungo la mano per salutarlo “io sono Biagio Fiore di Foggia.” “Piacere, facciamo la strada insieme?” “Volentieri.”

Giuseppe Ferrino Eroe per caso

Il 12 Luglio 1913 a Roma si giocava la finale del campionato italiano di calcio tra la Società Podistica Lazio e la squadra piemontese del Casale Monferrato, il football Club Casale. Il Casale, che ha vinto senza difficoltà il campionato regionale, schiera un formidabile tridente d’attacco composto da Cavasonza, Caire e Gallina II°. Tuttavia, nell’imminenza della partenza per Roma Gallina II° è costretto a rinunciare alla trasferta per motivi di studio. Studente al Politecnico di Torino, non può rinviare un importante esame. E così, all’ultimo momento, viene convocato al suo posto un attaccante della seconda squadra, Giuseppe Ferrino. Nato a Pontestura in provincia di Alessandria il 12 Settembre 1890, Giuseppe è un attaccante veloce ma tecnicamente modesto. E così sono rare le sue apparizioni nella prima squadra, dopo l’esordio del 3 Marzo 1912 all’Arena Civica di Milano contro l’Unione sportiva Milanese. Tuttavia non si lascia sfuggire l’occasione e contribuisce con un goal al successo della sua squadra che conquista così il primo e unico storico scudetto del Casale Football Club. Dopo il successo di Roma Giuseppe prende definitivamente posto in prima squadra, ma presto la Guerra irrompe nella sua vita e in quella di tutti gli italiani. La classe del 1890 è tra le prime ad essere richiamate, e Giuseppe Ferrino viene arruolato e assegnato al 5° reggimento di artiglieria da Campagna. Esce indenne da oltre tre anni di conflitto ma il 4 Ottobre 1918, ad un solo mese dalla fine della guerra, il suo pezzo d’artiglieria posizionato nei pressi di Giavera viene centrato da una granata. Finisce così, a 28 anni, la sua breve vita.  Se un giorno vi capiterà di visitare il sacrario dei caduti del Montello, l’Ossario di Nervesa, fermatevi un momento a salutarlo. La sua lapide è vicina all’ingresso, appena dentro, sulla sinistra.C’è scritto solamente Soldato Ferrino Giuseppe. Ogni volta che ci vado mi viene voglia di aggiungere col pennarello Campione d’Italia.

n.d.a: La foto e le informazioni su Giuseppe Ferrino sono state fornite dal signor Ramezzana di Casale Monferrato