Autieri sul Montello

Una delle pagine meno conosciute della battaglia del Solstizio sul Montello è quella che riguarda gli Autieri, un particolare corpo del nostro esercito che aveva il compito di condurre veicoli e automezzi. Si trattava di un incarico logistico, al servizio dei reparti di combattimento, ma che nel corso della battaglia richiedeva altrettanto coraggio e sangue freddo, come si può comprendere dalle motivazioni delle medaglie e degli encomi solenni assegnati agli autieri impegnati sul Montello nel corso della battaglia del Solstizio, che raccontano di giovani soldati provenienti da ogni parte d’Italia impegnati in ardite e spericolate missioni sulle impervie strade del nostro bosco, alla guida di autoblindo, camion e ambulanze.

 Ascari Umberto, nato a Mirandola in provincia di Modena , autiere della 3° compagnia: “Conduttore di autocarro, benchè fatto segno al tiro nemico, continuò imperterrito il recupero ed il carico delle munizioni, sebbene in circostanze assai difficili “– Montello giugno 1918

Bigatti Pietro nato a Crescenzago in provincia di Milano, autiere della terza compagnia automobilisti: “Venuto a conoscenza che due autocarri del proprio autoreparto, rimasti in mano al nemico, si trovavano in condizione da poterne essere tentato il recupero, spingevasi volontario, con altri militari fino alla linea delle vedette, dando esempio di ardimento e di abnegazione” – Montello, giugno 1918

Della Porta Ardicino, nato a Gubbio in provincia di Perugia
“Pur essendo ferito, non abbandonò l’autocolonna munizioni finchè non ne fu compiuto lo scaricamento” – Montello 20-22 giugno 1918

Ferrari Riccardo, nato a Verona Tenente del 3° autoparco del 55° autoreparto. « Comandante di autocolonna munizioni, benché ferito e contuso, portava a buon fine l’incarico affidatogli dando ai suoi dipendenti fulgido esempio di coraggio. sangue freddo ed esemplare abnegazione. – Cusignana, 17 giugno 1918 ».

Guindani Ettore, nato a Soresina in provincia di Cremona, Autiere del 110° autodrappello. « Conduttore di autovettura trasportante in giornata di combattimento gli ufficiali di maggior grado di un comando di divisione, colpito gravemente alla spalla destra da una palletta di shrapnel il cui scoppio investiva la vettura, con calma esemplare e dando bella prova di forza di carattere e d’elevato sentimento del dovere, non cedeva il suo posto al meccanico se non dopo che, spento il motore e serrati i freni, fu sicuro che la vettura si fosse arrestata. -Arcade, 19 giugno 1918 ».

Napitelli Giovanni, 25 anni, nato ad Alessandria, autiere della sezione sanità: “con l’autolettiga percorreva con fermezza d’animo strada intensamente battuta dal nemico, pur di riuscire a portarsi presso i feriti da raccogliere” – Montello – 19/24 giugno 1918

Paracciani Giovanni Battista, nato a Santa Fiora (Grosseto) il 19 aprile 1892
Tenente 3’ squadriglia automitragliatrici blindate. « Benché ferito alla mano sinistra, volontariamente si offerse per ricuperare un’automitragliatrice a pochi passi dallo sbarramento nemico, e, sotto violento, fuoco avversario, si portò, assieme a due militari, fino alla macchina immobilizzata, riuscendo a far riparare, dopo circa quattro ore di pericoloso lavoro, il motore, riportandola nelle linee.- S. Andrea di Nervesa, 21 giugno 1918 ». B.U. Dispensa 12′ del 28 febbraio 1919.

Frezzato Fortunato, nato a Loreo (Rovigo) Autiere 3′ squadriglia automitragliatrici blindate. « Volontariamente si offerse per il ricupero di un’automitragliatrice rimasta immobilizzata a pochi passi da uno sbarramento nemico. Sotto vivo fuoco avversario si portò
sul posto, assieme al proprio ufficiale e ad altro militare, coaudiuvando coraggiosamente, per circa quattro ore di pericoloso lavoro, finche la macchina fu riportata nelle nostre linee.–S.Andrea di Nervesa, 21 giugno 1918 ». B.U. Dispensa 12’ del 28 febbraio 1919.