Gustav Stepanec

In un opuscolo pubblicato negli anni ’20 a Mantova vengono ricostruite le vicende che hanno interessato il VII° gruppo bombardieri nelle giornate della Battaglia del Solstizio (15-23 Giugno 1918).
In particolare viene descritto il primo scontro a fuoco con le avanguardie austroungariche che inaspettatamente verso le 14 del 15 Giugno scendono da via Cal Longa verso la strada Schiavonesca. Il comando del VII° e XXXIV° gruppo aveva sede presso la casa del Farmacista, e quindi è possibile identificare con precisione il luogo dove avvenne il combattimento durante il quale furono colpiti a morte due soldati austriaci. Di uno dei due fu verificato da un ufficiale italiano il tesserino identificativo che riportava la seguente dicitura: “Gustavo Stepanec Kpl. KK Sturbaom 13 – IV Komp – felpost 291.”
Si tratta quindi di un soldato delle truppe d’assalto austriache. Pur con qualche probabile errore di trascrizione i dati che si possono ricavare potranno essere utili per una identificazione più precisa e accurata della sua identità.
Riguardo alla possibile sepoltura di questo caduto, innanzitutto bisogna dire che pochissimi tra le migliaia di caduti Austroungarici ebbero una sepoltura identificabile. Circa trecento soldati austroungarici furono sepolti nel cimitero militare Guido Alessi di Giavera del Montello, per poi essere traslate negli anni ’30 nel cimitero Austroungarico di Zenson di Piave e infine definitivamente nel cimitero Austroungarico di Cittadella (PD) .

 

Il luogo dello scontro (cortesia P. Zanatta)          Una spilla del 13° sturmbaon

Da IL VII° GRUPPO BOMBARDIERI DURANTE L’OFFENSIVA NEMICA DEL 15 GIUGNO 1918  – pag.1o/12

Potevano dunque essere le 13 circa, quando echeggiarono nella direzione delle prime case di Giavera, colpi di fucileria e di mitragliatrice. Fu allora che gli ufficiali presenti alla sede del Comando dei Gruppi si resero esatto conto della gravità degli avvenimenti e dell’isolamento in cui si trovavano. Giavera era deserta. Non un movimento, non una figura umana all’intorno. Una immobilità di cose piene di squallore e quasi di minaccia. (…) Gli ufficiali impugnarono le loro pistole. L’attesa non fu lunga. forse erano le ore 14 quando fu avvistato sulla strada un soldato. Avanzava disinvoltamente. Indossava la tenuta di tela dei nostri soldati, ma portava sul capo l’elmo austriaco con disco bianco, facilmente ravvisabile anche a distanza. Insospettiti da questo particolare, gli fu intimato a gran voce di fermarsi. Il soldato parve sorpreso da questo segno di vita, ma non obbedì all’intimazione. Questa pertanto gli fu ripetuta, ma senza risultato. Fu sparato un colpo di fucile nella sua direzione, poi un altro: infine l’audace fu preso di mira ed investito da una scarica di tre colpi che lo stesero riverso al suolo. Era appena caduto che altri quattro sbucavano da ripari vicini d’ove s’erano tenuti acquattati, si avvicinavano carponi e ne portavano via il corpo. Si sentivano intanto ventagliate di mitragliatrici avvicinarsi sempre più vicini alla casa e fischi di richiamo correre dalla strada alla campagna (…) Poco dopo faceva la sua comparsa sulla strada in lontananza un gruppetto di quattro o cinque arditi nemici, facilmente riconoscibili per arditi dalla tenuta e dall’armamento. Fu rapidamente deciso un tentativo di aggiramento di questo piccolo nucleo, ed all’uopo il sottotenente Doglioni traversò la strada con tre soldati, portandosi dietro le case opposte al riparo delle quali contava di riuscire inosservatoalle spalle dei nemici. Un’altra squadra intanto (…) usciva sulla strada ed apriva il fuoco di fronte, mentre il sottotenente Apolloni si appostava ad una finestra della sede del Comando dei Gruppi. Uno del nucleo avversario colpito, all’altezza della cantina del 14° artiglieria, cadeva fulminato: gli altri tre si davano alla fuga, riparandosi dietro la casa dove era alloggiato il 175° reparto someggiato  di sanità. Il sottotenente Bonoldi accorreva velocemente presso il caduto e con una rapidissima ricerca ne ricavava l’identità: “Gustav Stepanec Kpl. KK Sturmbaon 13 – IV Komp – Felpost 291.”